Impegno a favore della conformità

NETSCOUT si adopera per rispettare pienamente tutte le leggi, i regolamenti e altri obblighi applicabili connessi sia ai suoi prodotti che alle sue attività.

Minerali provenienti da zone di conflitto

Come definito dalla legislazione degli Stati Uniti, tra i “minerali da zone di conflitto” rientrano il tantalio, lo stagno, l'oro e il tungsteno, derivati rispettivamente da minerali quali l'assiterite, la columbite-tantalite e la wolframite. I derivati di questi minerali vengono designati come 3TG. Questi minerali sono comunemente usati nei prodotti elettronici. Alcune delle operazioni minerarie correlate a questi minerali nella Repubblica Democratica del Congo e nei paesi confinanti sono controllate da milizie che possono finanziare conflitti armati con i profitti della vendita di tali minerali. Questi conflitti in corso sono connessi a violazioni dei diritti umani, ad abusi di manodopera e al degrado ambientale.

It is Netscout’s goal to use 3TG in our products that do not directly or indirectly finance or benefit armed groups in the region and to ensure the responsible supply chain management of 3TG from conflict-affected and high-risk areas.

In support of this policy, Netscout will:

  • stabilisce processi per identificare e valutare il rischio relativo ai 3TG nella catena di approvvigionamento e per rispondere ai rischi in modo coerente con le linee guida di settore applicabili incluse le direttive dell'OCSE per le catene di approvvigionamento che forniscono minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio;
  • esige che i suoi fornitori utilizzino fonti responsabili per l'approvvigionamento dei minerali e che dispongano di una politica per poter garantire in modo ragionevole che qualsiasi 3TG nei prodotti fabbricati non finanzi oppure sostenga in modo diretto o indiretto gruppi armati nelle aree dei conflitti;
  • riferisce se del caso i risultati della nostra valutazione dei rischi e delle attività di due diligence.

È possibile visualizzare il modulo SEC SD (Specialized Disclosure) di NETSCOUT e il report sui minerali da zone di conflitto relativi all'anno civile 2018 qui (PDF).

Domande o dubbi sui minerali da aree di conflitto?

Netscout has established a mechanism by which customers, employees, and other interested parties may provide or request information relevant to the Company’s Conflict Minerals Management Program (CMMP) and report any grievances with respect to Conflict Minerals issues in general.

To provide or request any such information, or make any such report, please contact Netscout's CMMP Coordinator via email at [email protected].

Schiavitù e traffico di esseri umani

In accordance with applicable legal requirements including the California Transparency in Supply Chains Act of 2010 and the UK Modern Slavery Act, Netscout has taken steps to ensure that slavery and human trafficking is not taking place in any of its supply chains or in any part of its own business.

Netscout’s Group Structure, Business, and Supply Chains

La Società progetta, sviluppa, produce (o pone in essere contratti per la produzione), commercializza, concede in licenza, vende e supporta applicazioni e soluzioni di performance management di rete e di service assurance progettate per assicurare la qualità, le performance e la disponibilità dei servizi per ambienti di fornitura dei servizi basati su IP (Internet Protocol) di grandi dimensioni, difficili da gestire e complessi. La Società produce, o pone in essere contratti per la produzione, e commercializza questi prodotti in soluzioni hardware e software integrate che vengono utilizzate da imprese commerciali, grandi agenzie governative e service provider di telecomunicazioni in tutto il mondo.

I processi di due diligence della Società in relazione alla schiavitù e alla tratta di esseri umani

Netscout conducts its own business in compliance with applicable laws regarding slavery and human trafficking in the countries in which we conduct our business. Netscout has implemented the policy and process described below to ensure that slavery and human trafficking is not taking place in any part of our own business or in any of our supply chains.

Netscout Labor Practices

Netscout acknowledges the unfortunate fact that in many countries, child and forced labor practices continue to be a pervasive problem. While Netscout appreciates cultural differences, the company does not, in any circumstance, condone the exploitation of any child, child labor or forced labor in any of its global operations. Ulteriori informazioni sono disponibili nella nostra dichiarazione sul lavoro minorile e forzato.

Netscout has implemented the policy and process described below to ensure that slavery and human trafficking is not taking place in any of our supply chains.

  1. Netscout has established a Vendor Code of Conduct that requires all direct suppliers to certify that they comply with all laws regarding slavery and human trafficking in the countries in which they do business. Netscout does not employ a third party for verification.
  2. Netscout does not perform, or use third parties to perform, audits of our suppliers to evaluate supplier compliance with laws and standards regarding slavery and human trafficking. Prenderemo tuttavia in considerazione la possibilità di effettuare controlli o verifiche di terze parti per i fornitori diretti qualora dovessimo classificare ad alto rischio tali fornitori.
  3. Netscout requires that its direct suppliers certify that materials incorporated into their products comply with the laws regarding slavery and human trafficking in the countries in which they are doing business.
  4. Netscout supply chain personnel are responsible for obtaining the above certifications from our direct suppliers. Netscout may terminate suppliers for failure to comply with laws and standards regarding slavery and human trafficking. Netscout personnel who fail to obtain the above certifications from Netscout’s direct suppliers may face internal disciplinary measures.
  5. Netscout provides training regarding the eradication of slavery and human trafficking to Netscout employees and management who have direct responsibility for supply chain management.

Limitazioni

Le limitazioni inerenti sono alla base della due diligence dietro questa Dichiarazione. The Company’s supply chain is complex, and there are many third parties in the supply chain between the ultimate manufacture and/or assembly of Netscout products and the original sources of materials, components, and parts. Al fine di garantire che non si verifichi alcun caso di schiavitù e di tratta di esseri umani in nessun punto delle sue catene di approvvigionamento, la Società deve quindi basarsi sulle informazioni fornite dai suoi fornitori. Tali informazioni possono essere inesatte, incomplete o soggette ad altre irregolarità al di fuori del suo controllo.

Sostanze vietate

Netscout ensures that our products comply with all applicable requirements related to restricted and hazardous substances, including the following:

  • Direttiva RoHS
    • La rifusione della direttiva RoHS 2011/65/UE è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 7 gennaio 2011. Sebbene si tratti di una “rifusione”, è più comunemente conosciuta come la “direttiva RoHS II”. Tale direttiva vieta l’uso di alcune sostanze pericolose (come piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente e alcuni ritardanti di fiamma polibromurati) nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (EEE). 
    • I prodotti NETSCOUT immessi sul mercato nell'UE non contengono nessuna delle sostanze vietate in quantità e in applicazioni non consentite dalla direttiva RoHS II.
  • Direttiva RAEE
    • La rifusione della direttiva RAEE dell'UE è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 24 luglio 2012. La nuova normativa è spesso chiamata “rifusione della direttiva WEEE”. La direttiva RAEE stabilisce le responsabilità finanziarie e di altro livello dei produttori Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) per quanto riguarda la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti da una vasta gamma di AEE a fine vita.
    • Take back and recycling services are offered for Netscout products in certain countries. If you have purchased Netscout products in the EU after 13 agosto 2005 and are intending to discard these products at the end of their useful life, please do not dispose of them with your other household or municipal waste. Abbiamo etichettato i nostri prodotti con l'etichetta RAEE (simbolo del cassonetto barrato) per avvisare i nostri clienti che, nell'UE, i prodotti recanti questa etichetta non devono essere smaltiti in una discarica o con rifiuti urbani o domestici. Instead, please be aware that we’ve developed a take-back program for proper disposal of Netscout products at reputable recycling centers.
    • Se il prodotto ha il simbolo del cassonetto barrato, può essere interessato da un programma che permette di restituirci il prodotto di scarto per un trattamento, un recupero e uno smaltimento adeguati. Controllare i termini dell’Accordo di licenza con l'utente finale (inviato con il prodotto) per accertarsi di essere idonei al nostro programma di reso. The Netscout take-back program applies to all products sold to European Union (EU) Member States. All returned Netscout products must have a Returned Material Authorization (RMA) number assigned.
    • Se non ci si trova in uno dei paesi dell'Unione europea o se il prodotto è stato acquistato prima del 13 agosto 2005, il cliente è ancora responsabile per il corretto smaltimento del prodotto da effettuare tramite un centro di smaltimento di rifiuti pericolosi affidabile.
    • For instructions on how to receive an RMA number and return your waste electrical product to Netscout for treatment and proper disposal, please email [email protected].
  • REACH - Regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), del 18 dicembre 2008, che richiede all'industria di agire in modo responsabile nella produzione e nell'uso sicuro di prodotti chimici e che mira a garantire che vengano comunicate informazioni sufficienti nelle catene di approvvigionamento per consentire l'uso sicuro dei prodotti.
  • China RoHS – La legislazione denominata “metodi di gestione per la restrizione dell’uso di sostanze pericolose nei prodotti elettrici ed elettronici”, pubblicata dal Ministero cinese dell’industria e delle tecnologie dell’informazione (“MIIT”) il 21 gennaio 2016, che stabilisce restrizioni limite di contenuto per sei sostanze e i relativi requisiti di etichettatura.
  • Direttiva UE sulle batterie - La direttiva 2006/66/CE su batterie e accumulatori e sul relativo smaltimento, o la direttiva UE sulle batterie, ha lo scopo di minimizzare l'impatto negativo delle batterie sull'ambiente e di migliorare le loro prestazioni ambientali complessive. Limita l'uso di alcuni materiali nelle batterie (in particolare mercurio e cadmio) e affida agli Stati membri il compito di incoraggiare lo sviluppo di miglioramenti alle prestazioni ambientali delle batterie e la messa in atto di sistemi di raccolta.
  • Direttiva UE sugli imballaggi - La direttiva 2004/12/CE (“Packaging & Packaging Waste Directive”, PPWD) sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio pone i requisiti per le società che vendono imballaggi e merci confezionate in Europa.
  • State of California Proposition (USA) 65 - Nel 1986, gli elettori della California hanno approvato un'iniziativa per affrontare le loro crescenti preoccupazioni circa l'esposizione ai prodotti chimici tossici. Tale iniziativa ha fatto nascere il Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act del 1986, meglio conosciuto con il suo nome originale di Proposition 65. La Proposition 65 richiede allo Stato di pubblicare un elenco di sostanze chimiche che possono provocare il cancro o difetti alla nascita oppure altri danni riproduttivi. Questo elenco, che deve essere aggiornato almeno una volta all'anno, è aumentato fino a comprendere circa 800 sostanze chimiche da quando è stato pubblicato per la prima volta nel 1987. La Proposition 65 richiede alle imprese di informare i cittadini della California in merito alle quantità elevate di sostanze chimiche nei prodotti che acquistano, nelle loro case o nei luoghi di lavoro, o che vengono rilasciate nell'ambiente.